Il Desiderio...
Il Desiderio è stato espresso all'alba dei tempi, quando l'uomo era un puntino di vita sul pianeta che ci ospita...
Ora l'uomo è divenuto qualcosa di incontrollabile, anche da se stesso, e il pianeta che lo ospita ormai sta per scomparire, è solo questione di tempo...
Ma il grande piano si sta svelando, e poco alla volta stanno arrivando le risposte...
Risposte al grande problema, risposte al Desiderio che l'uomo ha espresso molto tempo fa...
I primi esemplari sono già tra di noi, anche se un pò grezzi, sono però l'inizio di una grande mutazione...
la Fusione...
Organi interni artificiali, arti superiori ed inferiori artificiali, vista potenziata, udito potenziato, sensori di movimento che fanno un baffo all'ormai datato Data-Glove...
Il corpo umano, la più complessa e sofisticata macchina mai esistita al mondo, sta per essere potenziata e in certi casi addirittura sostituita...
Siete davvero sicuri che questa Grande Macchina Umana non sia solo un involucro?
Involucro del nostro Cervello!
Il corpo umano, se badate bene, non è altro che un sacco di pelle indifferenziato, contenente organi che si consumano, si degradano, ossa che si spezzano, dal quale viene espulso in continuazione materiale di scarto, e roba morta, come le unghie ed i capelli...
Ah, dimenticavo, le malattie!
Ed è proprio dal miglior organismo esistente al mondo che sono state inventate loro: le Macchine, per poterci un giorno aiutare, completare o sostituire completamente...
E badate che lo stanno già facendo in molti campi, e dove non ci sostituiscono, ci migliorano, ci aiutano, perchè noi non siamo così veloci a fare calcoli, precisi nei lavori manuali e freddi nel prendere decisioni...
No, io non intendo farmi sostituire da una Macchina, ma sfruttarne i suoi poteri per potenziarmi, per poter varcare la soglia dell'umanità e trasferire il mio cervello in un corpo che di umano avrà ben poco...
Quando giungerà l'ora io sarò pronto...
Grazie alla Fusione tra Uomo e Macchina porteremo avanti meglio il nostro compito, per poter realizzare il grande Desiderio...
E a quel punto saremo: Post-Umani -> 1
Madre Natura -> 0
Perchè?
Perchè saremo presto IMMORTALI...
Avete paura?
Abbiatene pure...
Anch'io ne ho...
Frammenti olografici...
Fasci di luce fluorescente attraversano il mio corpo, come se nessuna consistenza impedisse loro il passaggio. Vorticosamente turbinano poligoni dei più svariati colori dentro la mia testa, e brividi alle estremità delle articolazioni segnalano che fluisce poco sangue da quelle parti, mentre mi libro nel non-spazio della Matrice, accarezzando ogni pixel di ricostruzione virtuale con lo sguardo di un bambino davanti ad una vetrina di dolciumi. Deformazioni sensoriali, onde elettromagnetiche, rombi di tuono esplodono in lontananza e si fanno strada attraverso l'eco di milioni di informazioni spinte alla velocità della luce dentro le mie vene...
Mi sento tutt'uno con la Rete, tutt'uno col la Matrice e con l'Universo...
Il mio organismo non necessita di droghe o di alcool di nessun tipo...
Il mio organismo, misero involucro del mio cervello potenziato, è in preda a dei sogni che si fanno man mano sempre più realistici...sogni della matrice...
Realtà Virtuale...
Sabato 27 Ottobre 2007
OMICRON #1
Freddo intenso permea Omicron...
Lentamente apro gli occhi e sento come se degli spilli acuminati mi penetrassero le pupille...
Mi sono addormentato di nuovo con il casco della Realtà Virtuale in testa, devo smetterla o mi friggerò il cervello, anche se devo ammettere che ne varrebbe la pena...
Led color porpora pulsano nel buio intenso e polveroso della mia stanza, nel mio LAB sotterraneo, dal quale non esco mai: questa è casa mia...
Eccomi qui, per voi sono N3oN, e vivo giù all’ "inferno", come lo chiamano i vecchietti del piano di sopra, anche se dal mio basso punto di vista lassù non è certo il paradiso...
Vivo negli umidi e bui sotterranei di una zaibatsu, una multinazionale per la quale svolgo "lavoretti", mediamente illegali, di carattere informatico, come recupero di informazioni, spionaggio e il buon vecchio "Man in the Middle"...
Nell'Underground sono abbastanza conosciuto, per cose più o meno lecite, sempre secondo la nostra etica...
Mentre in carne ed ossa di persone ne conosco ben poche, tra i quali un certo Rave, che da qualche tempo vien da me a prendersi alcune cosette...
Sembra uno pulito, ma lo deciderò quando vedrò i suoi soldi, questo è certo...
Di sopra? là ci abitano (o meglio, ci sono fuggiti) i governanti, con i loro nipotini ingellati viziati, e assieme a loro ci abitano i cittadini "bravi, buoni e onesti", controllati da un branco di palloni gonfiati che si fanno chiamare Paladini, una sorta di corpo speciale di polizia, o di pulizia, visto quello che vengono a fare qua sotto: di tanto in tanto scendono, buttano l'immondizia e poi se ne tornano nel loro paradiso terrestre (la zona “decriminalizzata”), dal quale si divertono ad osservare la parte più violenta, degradata, sporca e reietta della loro bella Omicron...

Omicron #1
in uscita oggi presso la Fiera delle Idee Giovanili "MOAI" a Verdello (BG).
Presenti allo "stand del fumetto" gli Ideatori:
-Enzo Furfaro
-Giovanni Paganoni
-Luca Rota Nodari
-N3oN_Und3rGrOunD (me medesimo...!)
In arrivo nella Rete anche il Sito Ufficiale di OMICRON!
Tenete d'occhio questo Blog...!

Omicron: un ottimo esempio di techno-cultura avanzata, o un altra pessima macchinazione infernale del genere umano?
Costruita su due livelli, è la prima città in cui si è attuata una forzata suddivisione della popolazione in "quelli di sopra" (high-people) e "quelli di sotto" (low-people).
Al livello superiore risiedono i Governanti, i Paladini difensori, i cittadini nobili e le persone di ceto medio-alto...
Al livello inferiore vengono invece spediti a vivere i cittadini con basso reddito o senza una dimora fissa, che diventano (se non lo sono già) comuni delinquenti, ladri di professione o addirittura terroristi...(in qualcuna di queste categorie dovrei esserci anche io...?)...
Qui sotto si possono trovare però anche molte altre persone, come contrabbandieri di armi, droga, impianti celebrali, protesi, e ancora hacker, cracker, e si vocifera che ci sia anche qualche clone...umano!
Chissà se qua sotto mi farò anche un nuovo amico...
Miliardi di informazioni...
attraversano la Rete ogni giorno, ogni ora, in ogni singolo istante...
Cyberspazio: ambiente immateriale (non-dimensionale) nel quale flussi di dati provenienti da ogni angolo della terra (e dello spazio?) si muovono, si trasmettono, si diffondono...
Flussi di energia...

[CONNECT]
[log:on]
Sono tornato (non chiedetemi dove sono stato, vi risponderei: a riflettere!)...
...e mi sono semi-trasferito!
Non vivo più solamente nei sotterranei della mia vecchia città multistrato (alla quale sono ormai fermamente affezionato), ma mi hanno mandato (non chiedetemi chi o perchè) a "lavorare" anche in un nuovo LAB ad Omicron, una delle prime città a due soli livelli, ben distinti, e indovinate: mi hanno mandato di sotto...
Ora alloggio anche nel mio nuovo LAB, che ho già conciato tale e quale al vecchio, sempre in una zaibatsu, ma questa volta tra i bassi fondi...
Di male in peggio...
Dunque eccomi ora a fare la spola via "ipertubo" (una metro iper-veloce per intenderci) tra la mia vecchia casa-LAB a "cielo-argenteo"-city e la mia nuova casa-LAB nei bassifondi di Omicron, dal quale il cielo non si vede affatto...
Dista un bel pò di Km in effetti, ma si raggiunge abbastanza in fretta con il "tubo"...
Vedremo cosa mi aspetta da questa nuova "duplice" vita, in questo cavernoso mondo al neon...
[log:off]
[DISCONNECT]
RE-POST :: Activated ::
Disadattato, o forse solo paranoico...
Cerco le risposte nella Rete, perchè il mondo reale non mi soddisfa più di tanto...
Mi guardo attorno e vedo solo complessati del cazzo...
Complessati del cazzo, sì, vorrei vederli soffocare nel proprio vomito...lentamente...
Fanculo a tutti voi complessati del cazzo...
Forse penserete che sono io il primo ad essere paranoico...
Beh, sapete cosa vi dico? non lo so se sono io quello paranoico, so solo che mi rode quando la gente complessata (del cazzo) mi fa stare male...e probabilmente lo fa apposta, o forse no! forse i complessati del cazzo sono anche ignoranti (del cazzo) e non si rendono nemmeno conto che mi stanno facendo stare male...
Basta...forse dovrei smetterla di preoccuparmi per queste cose così stupide e reali...basta con chi preferisce Dracula al Computer, basta con chi adora il sangue al posto del metallo...io preferisco lo scintillio della cromatura...
Il potere è nella tecnologia...
La tecnologia è viscerale: è dentro di noi, sotto la nostra pelle, dentro le nostre teste...
La Rete è il luogo dove tutto è possibile, in contrasto con una realtà sempre più ingabbiata...
>>VIVIAMO IN UN MONDO “AMORALE” E DIGITALE A CUI OCCORRE ADATTARSI O USCIRE DI SCENA<<
"...Un giorno tutti noi fuggiremo nella Rete...e allora saremo tutti liberi..."

Disadattato, o forse solo paranoico...
Cerco le risposte nella Rete, perchè il mondo reale non mi soddisfa più di tanto...
Mi guardo attorno e vedo solo complessati del cazzo...
Complessati del cazzo, sì, vorrei vederli soffocare nel proprio vomito...lentamente...
Fanculo a tutti voi complessati del cazzo...
Forse penserete che sono io il primo ad essere paranoico...
Beh, sapete cosa vi dico? non lo so se sono io quello paranoico, so solo che mi rode quando la gente complessata (del cazzo) mi fa stare male...e probabilmente lo fa apposta, o forse no! forse i complessati del cazzo sono anche ignoranti (del cazzo) e non si rendono nemmeno conto che mi stanno facendo stare male...
Basta...forse dovrei smetterla di preoccuparmi per queste cose così stupide e reali...basta con chi preferisce Dracula al Computer, basta con chi adora il sangue al posto del metallo...io preferisco lo scintillio della cromatura...
Il potere è nella tecnologia...
La tecnologia è viscerale: è dentro di noi, sotto la nostra pelle, dentro le nostre teste...
La Rete è il luogo dove tutto è possibile, in contrasto con una realtà sempre più ingabbiata...
>>VIVIAMO IN UN MONDO “AMORALE” E DIGITALE A CUI OCCORRE ADATTARSI O USCIRE DI SCENA<<
"...Un giorno tutti noi fuggiremo nella Rete...e allora saremo tutti liberi..."
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:::Realtà Virtuale:::
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..allucinazione..
..consensuale..
..condivisa..
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Monnalisa Overdrive...
Burning Chrome...
Neuromancer...
Sogni infranti...
Questa vita è come ascoltare un nastro infinito, ripetitivo, con alti e bassi molto intensi e taglienti, che accelerano e decelerano ripetutamente, senza apparente motivo...
Restiamo senza parole, come se ci avessero cucito la bocca, ad osservare lo scorrere del tempo, e fissiamo una lastra di bianco marmo che indica "Fugit Irreparabile Tempus"...
Tutto ciò è molto più vicino di quanto non si possa pensare...di quanto non si possa scappare...
Offuscata la mia mente, confusi i pensieri e lacerate le poche immagini rimaste...appannati ricordi che riappaiono di tanto in tanto, non hanno alcun significato...
Il cervello post-humano connesso ad una porta logica, ecco cosa siamo...
Post-umani, non più umani, ma qualcosa che va oltre all'umanità. C'è chi dice che prima o poi sconfiggeremo la natura e che in quel momento la natura si ribellerà a noi...ma in realtà la natura noi l'abbiamo già "sconfitta", o forse è meglio dire IMPLEMENTATA...perchè in fin dei conti è questo che facciamo noi umani...implementiamo, la natura, noi stessi e tutto ciò che ci sta attorno, tutto ciò che ruota assieme a noi nello scorrere della vita, del tempo, che fugge...irreparabilmente verso la fine...ammesso che ci sia la fine, se c'è stato un inizio da qualche parte...
Alienazione: siamo alieni di noi stessi, compiendo le stesse azioni ripetutamente più volte durante il giorno, senza accorgercene, diveniamo alienati, alieni di noi stessi alieni...allora esiste vita che non sia sulla terra ma da qualche altra parte in giro per lo spazio sconosciuto? certo che sì! per questioni di probabilità matematiche direi...nulla più...
Un cuore analogico, il nastro sul quale sono impresse le nostre emozioni finte, sintetizzate, costruite per elaborare sensazioni di affetto, amore, odio profondo, desiderio di morte...che senso ha tutto questo? vale la pena chiederselo?...
Io dico che la bobina prima o dopo finisce, e giunti alla fine del nastro? scotch! e si aggiunge una nuova pizza, nuovo giro nuova corsa, "verso l'infinito e oltre"...ma dove cazzo stiamo andando?
Le paranoie non le ho io, post-humani che leggete ora questo mio sfogo, ma voi! paranoici che non siete altro! preoccupati per tutte le cazzate che vi passano davanti, sempre a farvi problemi inutili e ad ingigantirli oltretutto, a scanso d'equivoci... siete delle illuse illusioni, illuse illusioni...
Se fossimo tutti delle funzioni logiche?
...io sono un OR, voi un fottuto AND...
"Tutti pensano di cambiare il mondo, nessuno di cambiare se stesso" (L. Tolstoj)
...ragionateci...
il silenzio mi fa compagnia...
Sono rimasto solo, come l'ultimo superstite, in questa buia stanza con almeno una cinquantina di computer accesi sulla schermata di logon...
Qui dentro fa veramente molto caldo...
BUM! ...un boato seguito da uno schizzo e alcuni ragazzi e ragazze che ridono tra loro...
Era lo champagne, oggi è giorno di lauree...
Non muovo nemmeno lo sguardo verso di loro, fuori in giardino, e preferisco restare qui nel silenzio, o meglio, nel ronzio familiare delle macchine che tutte attorno a me si snodano tra i vari tavoli, nelle varie postazioni, e intonano come una melodia, assieme al ticchettio dei tasti che premo sulla tastiera...
Non ero mai rimasto così a lungo da solo in un LAB che non fosse il mio...ma sto per andarmene; son venuto fin qui per incontrare un vecchio amico che da troppo tempo non vedevo...
Circa un'ora di viaggio mi separa dai sobborghi dove è situato il mio rifugio con la "macchina infernale"...che domani verrà affiancata da una seconda macchina nuova nuova, che mi son fatto assemblare da una persona fidata su ai piani alti della zaibatsu dove vivo...
Penso che me lo farò portare di sotto, non mi va di salire, e di esser squadrato da tutti i dipendenti e di sentire i commenti a mezzavoce di quelle sgualdrine delle segretarie che mi hanno visto solamente mentre andavo qualche volta dal Master all'ultimo piano...non voglio aver questo tipo di incontri ravvicinati (che comunque resterebbero del secondo tipo)...
Domani tornerò qui in città...torno da lei...
L'ho conosciuta meglio in questo periodo, e mi sto affezionando...
>DISCONNECT
>LOG OFF
>SHUT DOWN
----poesia in Perl----
#!/usr/bin/perl
APPEAL:
listen(please, please); open yourself, wide; join(you, me); connect(us, together), tell me do something if distressed; @dawn, dance; @evening, sing; read(books, $poems, stories) until peaceful; study if able; write me if-you-please; sort your feelings, reset goals,
seek(friends, family, anyone); do*not*die(like this) if sin abounds; keys(hidden), open(locks, doors), tell secrets; do not, I-beg-you, close them, yet. accept(yourself, changes), bind(grief,despair); require truth, goodness if-you-will, each moment; select(always), length(of-days)
# listen(a perl poem) # Sharon Hopkins # rev. June 19, 1995
----traduzione----
FASCINO:
ascolta(ti prego, ti prego); apriti, completamente; unisci(te, me); collega(noi, insieme) dimmi fai qualcosa se sei preoccupato; all'alba, danza; al tramonto, canta; leggi(libri, poesie, racconti)
finche' raggiungi la pace; studia se riesci; scrivimi se ti fa piacere; fai ordine nei tuoi sentimenti,
reimposta gli obbiettivi, cerca(amici, famiglia, chiunque); non*morire(cosi') se il peccato abbonda; chiavi(nascoste), aprono(porte, chiuse),
confida segreti; ti prego, non chiuderli, non ancora. accetta(te stesso, cambiamenti),
lega(dolore, disperazione); pretendi verita', la bonta' se-vuoi,
ogni momento; scegli(sempre), fino alla fine(dei tuoi giorni)
# ascolta(una poesia in perl) # Sharon Hopkins # rev. June 19, 1995
A folle velocità...
Vengo sparato come un proiettile verso i piani più bassi della città, i piani sotterranei, centinaia di metri sottoterra. Dentro l'ascensore, completamente solo, avverto appena un fruscio, una lieve vibrazione, e uno schermo da 15 pollici di fronte a me indica a quale piano sono diretto, a quale velocità sto viaggiando e altri dati tecnici e statistici...
Un suono tenue e basso mi indica che l'ascensore si è fermato. Si aprono le porte scorrevoli con un sibilo e mi trovo di fronte un lunghissimo corridoio illuminato solo quanto indispensabile.
Uscendo dalla cabina mi avvio verso la sala più in fondo, il "Deposito-08", un immenso salone sotteraneo che funge da discarica per ogni marchingenio elettronico, meccanico e quant'altro...
Qui non si tratta di rovistare nella spazzatura, ma di cercare, e spesso trovare, materiale che non ha alcun difetto, o talmente poco danneggiato che si rimette in sesto in una decina di minuti al massimo...con gli strumenti e le capacità giuste, certo...
Eccomi alla porta d'entrata, alta 3 metri, larga almeno 4, dipinta di nero lucido con finiture del colore del settore 08. Inserisco la tessera nella fessura alla destra di quel "monolite nero", ed entro...dopo un acutissimo bip e il cigolio della porta che scorre...
Mi sento come un bambino che entra in un negozio di giocattoli il giorno di natale, sorrido e guardandomi attorno son certo di essere da solo...chi altro in piena notte verrebbe a dare un occhiata nella "spazzatura"? un cenno alla videosorveglianza, abituati a me da tempo, e mi metto subito a spulciare materiale arrivato praticamente solo alcune ore fa...
Il silenzio è rotto solamente da un lontano scrosciare lungo le infinite tubature che avvolgono in un caldo abbraccio tutto ciò che ci circonda. Probabilmente all'aria aperta piove, e i canali di scolo stanno trasportando l'acqua giù fino ai depuratori.
In mezzora ho raccolto roba di ogni genere, perfettamente funzionante o quasi, che la "gente di sopra" ha buttato senza nemmeno preoccuparsene...
Fa molto caldo, siamo vicini all' "Inferno" qui sotto, il piano più basso in assoluto, dove si incastrano ed intrecciano tutte le machine che fanno vivere questa città... questo mondo...
Con due borsoni in Techno-Rete sulle spalle (una versione moderna della medievale cotta di maglia metallica) sento chiudersi dietro di me il "monolite nero" e ritorno verso l'ascensore...
02:09 di notte, buona musica in cuffia, almeno 20 chili di metallo sulle spalle...cosa desiderare di più?
Eccomi di nuovo sparato come un proiettile verso i piani più alti della città, dove la sub-navetta mi riporterà al LAB...
A folle velocità...
Cosa sono io?
Cosa siamo tutti noi?
Esseri post-humani ridotti(?) a comunicare tra loro...
Connessioni ci permettono di interagire con altra gente nella Rete, esseri simili a me...o del tutto diversi, ma quelli si riconoscono subito...
Sì, ci può essere odio anche in Rete, o amore, perchè no? ...storie lontane, passate ormai...
Un momento di riflessione, in mezzo a tanti altri...stacco un attimo la spina, adesso...
Interazione più grande non c'è se non l'interazione affettiva tra due persone che dovrebbero essersi legate emotivamente...
No, non parlo di affetto o amore, o almeno non in questi termini voglio definire quello di cui sto parlando...
Due persone che si attraggono l'un l'altra dovrebbero..................no, non sto pensando al sesso...non in questo momento...
In questo mondo siamo sempre più soli...sia io che l'altra persona di cui sto parlando...
Fortuna che ci siamo trovati? così forse non saremo più soli, ma insieme?...io penso di sì...
Ogni tanto mi capita di vedere gente come me, come noi, che però passa inosservata ai più...io invece mi accorgo della loro presenza...
Come vorrei fosse qui con me, ora...
Sopportare il peso di qualcosa non corrisposto fa male...ma io non ci voglio credere, non ancora...perchè
posso fare qualcosa, posso cambiare e migliorare le cose...
rettifica: voglio fare qualcosa, voglio cambiare e migliorare le cose... ed ho bisogno anche dell'altra persona per farlo, perchè da soli non si fa una storia...
Un piccolo passo è già stato fatto, un chiarimento, abbastanza ragionato, che ha sistemato un pochino le cose...è già qualcosa, sono contento di questo...un passo in avanti...anche se purtroppo a volte ho la sensazione che se ne facciano due indietro...ma forse è solo una sensazione...
Io non mi arrendo finchè proprio non c'è più nulla da fare, oppure finchè io stesso decido di arrendermi, ma quando mi arrendo divento distruttivo, freddo...quando decido che una cosa deve finire lo faccio nel modo più crudele possibile...ma non lo voglio fare...non ancora......<silenzio>
Attendo il suo ritorno, attendo di rivederla......le voglio bene...
Rabbia...
Nervoso. Un senso di impotenza psicologica, in un mondo dove la nostra mente dovrebbe regnare sopra ogni cosa...
E' da una macchina in città che vi scrivo, dalla megalopoli dominata dalle zaibatsu...
Qualcosa sta cambiando, lo sento nell'aria, lo sento scorrendo le mani lungo i cavi dell'alta tensione nervosamente e cibandomi dell'elettricità che scorre loro dentro...e la sento scorrere anche dentro me...
La battaglia è imminente, e guardando dai grandi finestroni che mostrano la città di sotto, immagino morte e distruzione...nessuna pietà per chi non è all'altezza di vivere questa era iper-technologica, o dovrei dire post-humana...
I jack son connessi, i cavi raccolti in fasci stretti con lacci isolanti, ordinati, banco di comando attivo e pronto a sbattermi nella Rete a fare un pò d'ordine...una volta per tutte...
Sensazione di vuoto interiore...
Ed eccomi qui di nuovo seduto davanti al mio quadrato di vetro preferito...pulito, piatto e liscio...che bello se la vita a volte si lasciasse accarezzare...
Dicevo, eccomi qui ancora una volta da solo davanti alla macchina infernale...
Ci sono momenti in cui tutto sembra non aver alcun senso...nessun senso per tutto quello che ci succede? Mi ritrovo ad ascoltar note di malinconia, dentro ad un riproduttore che è fin troppo tecnologico rispetto a quello per cui è nata questa musica...di almeno 30 anni fa...
Lascio scivolare le mie mani dentro ad una bacinella d'acqua tiepida...accarezzo il liquido e ne assaporo la sostanza...osservando le onde che si formano e ripensando a quello che è successo: potrebbe essere stata l'ultima volta che la vedevo...ed ora neppure lo so...
Forse la incontrerò di nuovo, per caso, attraversando un viottolo poco illuminato in una serata tipicamente estiva con una leggera brezza fresca che le smuoverà a lunghi capelli...
Per il momento mi sento estremamente vuoto...vuoto dentro.
Anche la mia mente è vuota mentre impasto la plastica dei tasti ad impulsi...
Un senso di tristezza...ansia...non so cosa sia, ma mi scava lentamente dall'interno...oggi la voglio rivedere...forse per l'ultima volta, o chissà...
Io resto qui seduto dentro alla mia anima a pensare...voi fate quello che volete...c'è tempo...
E' passato tanto tempo e "...cosa abbiamo ritrovato? le solite vecchie sofferenze..."
Chiudo gli occhi dentro me stesso e osservo per un pò la vita che scorre dentro...quella che scorre fuori a volte è troppo dolorosa...
Vi lascio in attesa...
<< STAND BY >>
Sono così poche le persone che conosco e che in questo istante sono connesse...
Sospiro...Pausa.
Mi alzo di scatto e vestendomi mi avvio fuori dalla stanza, prendo l'ascensore 1 e premo il tasto M; questo palazzo ha un collegamento privato con la rete metropolitana dell'intera città, per velocizzare le consegne ai cittadini o ad altre aziende, che a quest'ora è tutto per me, dato che sono le tre di notte.
Passo la mia scheda nella feritoia per entrare nel circuito mentre faccio un cenno alla videosorveglianza. Mi avvicino al vagone 1, del treno sul primo binario, le porte scorrevoli del bianco vagone ricoperto in plexiglass sono aperte, e varcandole prendo posto accanto al finestrino...
In qualche minuto il treno parte, e lasciando la luminescente stazione sotterranea della zaibatsu, scendo in profondità, verso il buio, dove il treno prenderà maggior velocità per raggiungere in breve tempo il centro.
Raggiunto velocemente l'anello centrale della linea cittadina, mi trovo ad osservare dal grande e quadrato finestrino: la gente, i negozi, le strutture articolate e intricate di uno dei livelli in cui mi trovo, che a giudicare da ciò che vedo, dovrebbe essere almeno 6 o 7 piani interrato.
E' proprio vero che le megalopoli odierne non dormono mai.
Gente che cammina, gente che corre, che fa compere o che fa l'elemosina. I piani più bassi della città corrispondono anche coi piani più bassi della società idierna. Qui vengono quasi costretti a vivere i senzatetto, forse anche perchè qui sotto fa sempre calduccio e non ci sono mai intemperie. I poveri o comunque la bassa borghesia, avvolti in un alone di benessere, qui dove nessuno li tormenta, guadagnano appena quanto basta per sopravvivere, e tutto sommato, vivono una vita tranquilla...
Ai piani intermedi la media borghesia, con i loro appartamenti semi-moderni e i loro lavori da ceto medio, ed ai piani alti, compreso il piano zero, l'alta borghesia e i nobili, tornati "di moda".
La criminalità è molto diffusa ai piani medio-alti, perchè c'è più roba da rubare, e non di rado, se si sta bene attenti, si possono scovare persone ricche che vivono nascosti nel sottosuolo, per proteggersi, e non possono che fare bene...
Il piano zero è il piano all'aria aperta, che emerge coi suoi enormi grattacieli che visti da un aereo sembrano tanti alveari, dove migliaia di uffici, banche e roba del genere si accumulano in lussuosi stabili dall'aspetto sempre più futuristico e iper-tecnologico.
L'anonimo treno sul quale viaggio, privo di tutte quelle pubblicità che ingombrano sui normali treni in città, si ferma e scendo. Avverto subito un forte tanfo che quasi mi toglie il respiro. Un'abbondante mole di vibrazioni e cupo rumore si mischia alle stridule voci di bambini; gli ingranaggi che fanno funzionare la città sono tutti rigorosamente qui sotto, di modo che siano ben riparati e che non disturbino ai piani alti.
Camminando in direzione degli ascensori sento in lontananza, mischiata al frastuono, una comunicazione: non comprendo le parole, e poi della musica soffusa che gira come in un impianto di filodiffusione.
Attraversate delle sudice e pericolanti grate e aggirato qualche barbone per terra, arrivo ad una porta cromata che reca il simbolo della città, che si apre dopo circa tre secondi che ci sono davanti (sensori, meglio non toccare a mani nude gli impianti sotterranei, spesso portatori di strane malattie dovute allo sporco).
E' passato molto tempo dall'ultima volta che ho visto la superfice da vicino, passeggiandoci con qualcuno, e quasi non ricordo l'aria che si respira.
Una volta dentro premo il tasto più in alto sull'enorme tastiera d'acciaio, lo zero, e mentre l'ascensore si chiude, arretro di un passo e mi siedo in un angolino, cercando di immaginare come sarà lassù.
Spengo l'impianto audio innervosito. Da quando è finito il CD che stavo ascoltando mentre lavoravo, non ho sentito altro che intercettazioni di lontane radio estere, uno strazio di musica e parole farfugliate senza significato...
Nonostante le ore di lavoro appena trascorse a battere la plastica della tastiera, ho ancora le dita gelate; qui dentro fa abbastanza freddo, ma è per il bene della mia macchina...
Prima di abbandonare la ricurva posa in cui solitamente "batto la plastica", allungo il braccio sinistro verso l'alto, avvertendo una leggera fitta alla spalla, e premo un bottone di gomma nero, che espelle dal drive il CD che ho appena cotto. Estratto il disco lo posiziono in una busta trasparente e sottile per poi riporlo all'interno della busta nera in pelle di...non so di chi...insomma, la busta che mi porta sempre lei...
Richiuso il drive e anche la robusta cerniera della busta di trasporto, cerco di alzarmi dalla postazione sentendomi le gambe molto indolenzite, come se per tutte quelle ore le avessi scollegate dal resto del corpo, e la schiena che si raddrizza a forza, ormai è avvezza a questo genere di torture...
Mi stiro guardandomi attorno nel buio che avvolge il LAB, ho bisogno di una boccata d'aria. Afferro il lungo e nero cappotto di pelle ed avverto il freddo della maniglia per lasciare il LAB. Scostata la porta blindata del mio inferno, attraverso, richiudendola dietro di me, il lungo corridoio che porta al cortile retrostante la struttura, il solito vecchio cortile dove probabilmente sono il solo a recarmi di tanto in tanto...
Aprendo la pesante porta in acciaio, dipinta come quella del mio LAB, di strisce nere e gialle oblique, spingo in là l'abbondante neve che in questi giorni sta abbracciando l'intera megalopoli, solo ai livelli più alti, certo...
Poggiandomi con la schiena alla parete dietro di me mi soffermo per qualche istante a guardare il panorama innevato del centro cittadino, che sembra così vicino perchè immenso, ma in realtà così lontano da me in questo istante...
Un sordo suono mi fa sobbalzare e voltandomi alzo lo sguardo verso l'enormità ed osservo il palazzo della zaibatsu che mi ospita, tutto bianco di neve...forse qulacuno è già rientrato al lavoro, e dato che oggi è il primo giorno dell'anno, lo trovo assai strano...comunque sia quel tonfo mi sembrava il meccanismo di difesa (governato dall'ICE) che sblocca l'ingresso...
Io "abito" sotto al raggio d'azione di quel meccanismo, giusto un piano più in basso, e gli ascensori che portano di sopra non funzionano se il complesso è sotto chiave da parte dell'ICE.
Ritornando a guardare il panorama tardo pomeridiano di quella megalopoli così avanzata tecnologicamente ma ancora così ingenua, vedo in lontananza una persona che si avvicina a passo svelto, apparentemente infreddolita, che mi si fa sempre più vicina fin quando non mi fa un cenno di saluto...è lei...la aspettavo, ed è puntuale che sempre...
Mi si fa vicina, i capelli avvolti in una ingombrante cuffia a rete di un qualche metallo morbido, delle grosse lenti a specchio mi impediscono di vederle gli occhi...
Eccola che mi si fa di fianco infreddolita esordendo quasi allegra:
"Come boot-ta?"
io: "divertita ieri notte?" (senza molta voglia che mi raccontasse)
lei: "mmhh...non male (sorriso), anche se mi son dovuta svegliare un paio d'ore fa per venir qui (fintamente imbronciata)"
io: "lo sai che non ti credo...(sorriso)"
Apro un lembo del cappotto ed estraggo la busta per consegnargliela, lei la afferra di fretta e la ripone in una grossa sacca che si porta sempre con se...
Le chiedo se vuole entrare a prendere qualcosa di caldo ma rifiutando si allontana con la scusa di dover andare dal "capo", che non ho mai visto e che forse mai conoscerò...
Le faccio un cenno e impalato resto lì ad osservarla che si allontana ancora una volta, l'ennesima volta, senza nemmeno averle chiesto il nome...
Un giorno avrò questo coraggio, non posso sempre regalarle videogiochi od offrirle cioccolate calde senza nemmeno farle sapere che mi piace...
Una lieve vibrazione, un minuscolo marchingenio che ho nell'interno della cintura mi avverte che la temperatura corporea sta scendendo troppo; mi avvio verso la porta e considerando il fatto che prima o poi dovrò far mettere un tastierino per una chiusura con PASSWORD, me la richuido dietro con forza provocando un boato che eccheggia nel lungo corridoio ancora quasi buio e arretrato, che secondo me risale agli inizi del secolo...
Anche al mio LAB non starebbe male una chiusura PASSWORD, tutte le altre porte della "zai" in tutto il complesso ne hanno una...
Sospirando premo con la mano destra il pulsantone rosso che attiva la serratura elettro-meccanica del mio buco polveroso, ed infilandomici sento di nuovo il mio caro tepore e profumo di elettrostaticità nell'aria...
sono a casa...
Devo essere stato collegato per almeno 5 ore, sento tutti i nervi indolenziti dal campo elettrico che mi ha attraversato e mantenuto in tensione il cervello per così tanto tempo...
Sfilo il visore e poi stacco i jack rimettendoli al loro posto sotto al sedile in pelle imbottito...
Appena mi riprendo sento un suono intermittente, una serie di bip acuti e fastidiosi, qualcuno alla porta mi cerca...
Mi alzo di colpo e barcollo ancora indolenzito verso la porta, buttando uno sguardo alla videocamera all'esterno del LAB. Una volta aperta la porta mi ritrovo davanti una ragazzina che dimostra non più di diciotto anni, un bel viso pallido, biondi dreadlock con attaccati in fondo dei jack cromati, grandi occhi azzurri, bel fisico slanciato...
Mi dice con tono irritato: "Sono 10 minuti che suono..." e poi mi porge una busta di pelle nera con una chiusura a cerniera...
La afferro e schiarendo la voce la ringrazio: "Vuoi...vuoi qualcosa in cambio? non ho soldi, ma un sacco di videogiochi...se ti va...".
Lei sorride ed entra nel LAB guardandosi attorno, le indico con un cenno lo scaffale con i videogiochi e lei rovistando per qualche istante ne afferra uno in particolare, sembra aver trovato ciò che cercava...
Dandomi una leggera pacca sulla spalla mi ringrazia sorridendo ed esce con in mano Avalon, allontanandosi verso l'uscita in fondo al lungo corridoio che a tratti è illuminato dai bianchi neon non ancora bruciati.
Richiudo la porta, mi volto e mi accorgo che il suo profumo è rimasto qui dentro, un piacevolissimo profumo di fiori, e cercando di ricordare quando è stata l'ultima volta che ho visto dei fiori dal vero, e con il suo bellissimo sorriso stampato nella mia mente, ormai cosa assai rara da ricevere, mi risiedo sulla poltrona osservando la busta nelle mie mani, ancora chiusa...
...immerso nei miei pensieri mi ritrovo ad immaginarla dinanzi a me sorridente, ancora e ancora...
...un soffio di vento, un sibilo improvviso, il freddo mi punge...
Spingo verso il basso la maniglia di acciaio e indebolito tiro verso di me la pesante porta del mio laboratorio.
Il buio ed il tepore all'interno mi investono, si sigilla automaticamente la porta alle mie spalle, a piccoil passi e con occhi socchiusi mi faccio sempre più vicino ad una polverosa e vecchia poltrona di almeno 10 anni fa, dove lascio cadere l'abbondante cappotto e proseguo verso la mia poltrona preferita...mi ci accomodo ricurvo.
Di fronte a me tante lucine, led, rossi, verdi, gialli, lampeggianti e non, e pigio un piccolo tastino nascosto, un innesto sul bracciolo destro della poltrona sulla quale siedo...
D'improvviso un tremendo male alle retine e chiudo per un istante gli occhi; si sono accesi tutti e cinque gli schermi, due della "macchina infernale", due televisivi ed uno di video sorveglianza...
Appena premuti gli occhiali sugli occhi, le molteplici e colorate linee cominciano a prendere forma e a creare immagini nette sulla superficie di ogni schermo, e le Interfacce Grafiche prendono il sopravvento...
Tastando senza guardare alla ricerca del pannello dei comandi sul bracciolo sinistro, prendo a rovistare tra i migliaia di canali via satellite che riesco a codificare, provenienti da ogni parte del pianeta...mi soffermo, sullo schermo 1, in un canale di musica pop giapponese, e resto incantato per qualche secondo dall'allegria spropositata di due ragazze in tinta con la grafica 3D del videoclip in riproduzione, e con le strane parole a me totalmente estranee della canzone, che però sembrano piacermi...
Il secondo schermo è settato in automatico (fortunatamente senza volume) su di uno spettacolo della rete locale, pieno di luci e colori, di effetti grafici e di persone ben truccate e belle sorridenti...un tempo tutto ciò lo chiamavano "Previsioni del tempo"...poi è divenuto questo...scompiglio inutile.
Sullo schermo di videosorveglianza appaiono anche la temperatura che c'è all'esterno del mio LAB ed all'esterno dell'edificio...qui dentro fa veramente caldo, e fuori fa troppo freddo...
Una lancinante fitta all'interno dell'avambraccio sinistro mi fa irrigidire i pugni e digrignare i denti...poi lentamente riesco a rilassarmi osservando la modifica che da poco mi sono fatto vicino ai polsi, alle caviglie, e dietro la nuca...un male tremendo queste nuove entrate jack, un esperimento...uno dei miei tanti...un giorno mi distruggerò a forza di essere la cavia di me stesso..
Questo impianto, che non ho ancora chiamato in alcun modo, mi permette di non dover più indossare i data-glove, e nemmeno il resto della tuta che mi ero confezionato, troppo scomoda e spesso difettosa...
Infilati i 5 jack dentro al mio corpo e il visore al posto degli occhiali, premo sul secondo livello della tastiera al neon, il tasto che avvia la simulazione di Realtà Virtuale che mi sono creato in qualche mese di lavoro, con l'aiuto di alcuni colleghi all'altro capo del filo...
Reclinando all'indietro la poltrona imbottita e rinforzata mi infilo il paradenti e spengo quell'ormai incessante melodia divenuta frastagliata da un disturbo sul canale giapponese...
Il silenzio rotto solamente dal perenne ronzio dell'"Infernale" sotto alla scrivania, di nero verniciato, di neon adornato...
Nel Mio silenzio mi abbandono ad un'altra realtà, nella quale mi perdo e dalla quale spesso non vorrei più uscire...
...all'esterno nevica...la città diventa una enorme bomboniera bianca di luce e colori, immagini su mega schermi, suoni, musica e tanta pubblicità...probabilmente un gran bello spettacolo...ma ormai io non sono più qui...
L'età della neurocybernetica è arrivata. I neurocircuiti impiantati cominciano già a diffondersi. A questa notizia mi vengono in mente decine di racconti e romanzi cyberpunk, videogiochi come Deus Ex, dove circuiti neurali erano impiantati direttamente nel corpo umano. Vi ricordate Nirvana, dove l'hacker impersonato da Rubini, indossa telecamere al posto degli occhi? Oggi sono realtà.
Nel Luglio 2004 a Rhode Island, un'equipe di chirughi ha impiantato un chip direttamente nel cervello di Matthew Nagle, ex giocatore di football, rimasto paralizzato dal collo in giù in una rissa (quadriplegico di tipo C4). Usando un collegamento a fibre ottiche (i fili sono spessi come un cavo coassiale) e il chip inpiantato nella regione temporale, Nagle è in grado di muovere il cursore di un mouse utilizzando unicamente il suo pensiero. Il sensore traduce i segnali provenienti dalla corteccia cerebrale nei movimenti del mouse; in questo modo riesce a giocare perfettamente a Pong. Riesce pure a muovere arti artificiali senza concentrarsi sul movimento. I medici credono in futuro di permettergli di riacquistare l'indipendenza motoria grazie ad un veivolo comandato col pensiero. Il chip si chiama Braingate Neural Interface System è il prodotto di anni di lavoro da parte di John Donoghue, direttore del Diaprtimento di Neuroscienza della Brown University. Costruito dalla Cyberkinetics Neurotechnology Systems di Foxboro, in Massachussetts è grande quanto un'aspirina è prossimo al commercio, poichè è stato approvato dal Food and Drug Administration, per le prove cliniche sugli umani. Il chip viene collegato alla regione cerebrale che controlla i movimenti mediante un centinaio di micro-elettrodi. Quando il cervello attiva una cellula, gli elettrodi intercettano i segnali elettrici prodotti dall'eccitamento cellulare e vengono reindirizzati come Input ad un computer. l'Interfaccia Neurale...e chissà se ci saranno driver proprietari o ci sarà anche un'implementazione Open Source... Naturalmente un programma elaborerà i dati in movimento per il cursore o le protesi artificiali. Aspettando nuove notizie sull'argomento mi immagino tra le nuove periferiche USB,
Info sul BGNI:
The BrainGate Neural Interface creates a direct link between a person's brain and a computer, translating neural activity into action. Matthew Nagle, without use of his limbs but fitted with a BrainGate, can now play a videogame or change channels on TV using only his mind. Here's how it works. - Greta Lorge
1. The chip: A 4-millimeter square silicon chip studded with 100 hair-thin microelectrodes is embedded in Nagle's primary motor cortex - the region of the brain responsible for controlling movement.
2. The connector: When Nagle thinks "move cursor up and left" (toward email icon), his cortical neurons fire in a distinctive pattern; the signal is transmitted through the pedestal plug attached to his skull.
3. The converter: The signal travels to a shoebox-sized amplifier mounted on Nagle's wheelchair, where it's converted to optical data and bounced by fiber-optic cable to a computer.
4. The computer: BrainGate learns to associate patterns of brain activity with particular imagined movements - up, down, left, right - and to connect those movements to a cursor.
Hadakàar
Maggiori Informazioni:
wired - http://www.wired.com/wired/archive/13.03/brain.html
"...ed ecco finalmente il primo passo verso la via della fusione tra uomo e macchina, e dunque verso l'essere perfetto, che abbatterà completamente e definitivamente le leggi della natura..."
Eccomi qui, rannicchiato in un angolo della stanza, che non è la mia stanza, ma è quella che io ho creato, sì, creato, perchè non è Dio che crea, ma noi umani, con le nostre menti, e null'altro...
Eccomi qui, rannicchiato in un angolo della mia stanza virtuale, osservo la superficie che funge da pavimento, impulsi elettromagnetici che scavano nel mio cervello fino a fargli credere che tutto ciò sia vero...
Più e più volte mi son interrogato a riguardo, ma è possibile che un uomo, un essere eletto dalla tecnologia stessa, possa essere in grado di creare tutto ciò? creare tutto ciò e renderlo vero, reale, più di quanto possa essere reale quello che ogni giorno viviamo e che crediamo essere tutta realtà?
Un giorno ci sveglieremo e ci accorgeremo che tutto ciò che abbiamo, secondo le nostre sensazioni, vissuto, è invece solamente l'esperimento di una qualche forma di vita aliena, che ci ha manipolati fin da bambini e costretti al loro gioco?
Troveremo mai le risposte che cerchiamo da quando esistiamo? noi umani, sì, noi uomini, troveremo mai tutte le soluzioni ai nostri innumerevoli quesiti? problemi su problemi, ma allora la vita è un problema e l'uomo è la risposta...sì, io credo che sia così, probabilmente non può essere che così...
Niente Dei, niente in cui credere se non in noi stessi; al mondo, o meglio, nella vita, esistono solo domande e risposte.
Un problema deve essere risolto da un logaritmo attraverso varie fasi, quella in cui capiamo il problema, quella in cui cerchiamo un modo per risolverlo, quella dove applichiamo le nostre idee e concepiamo un modo concreto per risolvere il problema, e l'ultima parte, nella quale constatiamo se il problema è stato risolto con successo oppure no...
Questa è logica, vero? questa è matematica, e allora noi siamo matematica?
La vita è la domanda e l'uomo è la risposta...forse è davvero così...
...e togliendo il casco della realtà virtuale mi addormento lì nell'angolo, dove ero rannicchiato veramente, e sogno......sì, sogno...
Ho appena litigato con una persona dall'altra parte del filo, una persona che un tempo conoscevo solo nella realtà, ma che poi ho sentito sempre più solamente in rete...
Mi sto rileggendo la conversazione per intero, dall'inizio, fino al momento in cui si è perso il controllo...poi salvo la conversazione, la nomino e la archivio, come ho già fatto con altre decine e decine di conversazioni, chiuso. Una perdita da poco in fondo, e mi rendo conto sempre più che tante sono le perdite che faccio, tante sono le possibilità che io prima o poi rimanga completamente solo, e me ne rammarico....ma sopratutto non so che farci...
Apro il browser e comincio a cercare materiale, materiale da cui partire per svagarmi un pò, e mi imbatto improvvisamente in un sacco di merda, la solita che al giorno d'oggi si trova in rete, siti che promettono di farti trovare l'anima gemella attraverso i contatti msn o simili...cose che fanno letteralmente rabbrividire, come se trovarsi una ragazza al giorno d' oggi non sia già una cosa abbastanza bizzarra da compiere, con tutte le divergenze che esistono ormai tra i vari tipi di giovani...
Stupida gente, stupidi utenti, che fanno a gara a chi ha l'interfaccia grafica più bella e più colorata (e maledettamente più pesante), ma quando la capiranno che la rete è ormai satura di queste cose, che non servono oltretutto, o meglio, servono solo a quelli che si preoccupano solo dell'estetica delle cose, come se non fosse già fin troppo sopravvalutata ormai...dannazione!
Ed è con un suono, una canzone sembrerebbe, una serie di suoni vistosamente computerizzati, sintetici, che si intrecciano e creano forme nella mia testa, che resto incantato a pensare, frenetico ed incessante, suono ondulante, accompagnato da una voce che parla attraverso una vecchia radio, equalizzazione oscena, disturbo in sottofondo, poi una serie di accordi al basso, anzi, una semplice linea di toniche degli accordi che si susseguono e nulla più, il tutto assolutamente sintetico ovviamente...
Si forma una serie di immagini nella mia testa, uno strano echo di emozioni, ecco la ritmica techno, e poi quella hip hop, e poi niente più ritmica...suoni frastagliati per il pentagramma qual' è la traccia audio che mi sta invadendo la mente, e mi sta facendo restare solo a viaggiare nella mia stanza sotterranea, qui nel cuore della terra, schiacciato sotto ad un grattacielo, dove faccio il mio lavoro e dove nessuno forse sa che lo faccio...
Un essere? o forse solo nome, quello che son diventato, e nulla più... ed io mai mi sveglierò? oppure si sveglieranno tutti gli altri?... io questo non lo so, io questo non lo posso sapere...
A noi che vogliamo sempre dare il massimo, per noi che le frasi "non riesco" o addirittura "non ho voglia" non sono nemmeno contemplate, a noi che cerchiamo sempre di fare la cosa giusta, e non solo per noi stessi!
A noi che cazzo ci resta?
Ve lo dico io cosa ci resta, a noi non resta che sederci davanti al marchingenio infernale di emozioni, e affondare le nostre dita veloci nella plastica dei tasti, posare di tanto in tanto lo sguardo sul vetro fresco dello schermo e pensare...pensare ad un mondo migliore, ad un mondo che non si raggiunge con la pace, ma un mondo che si raggiunge facendo piazza pulita dagli ignoranti, dalla gente che è viva solamente perchè lo è biologicamente e niente più...inetti a vivere, ecco cosa sono, degli inetti a vivere...gente che non vive, ma si lascia vivere passivamente da quello che gli sta attorno, gente che compra cellulari in continuazione per avere sempre quello più nuovo, ma che tanto non sapranno mai usare gran chè, gente che ti sbatte in faccia che la loro università è la migliore, senza darti la possibilità di aprir bocca per rispondere perchè loro devono avere per forza ragione su tutto, anche se poi in verità sono stati obbligati dai genitori a scegliere quella scuola superiore, quella università, e magari in futuro anche quel lavoro... gente che lascia fare le cose agli altri perchè, poverini, loro non ne hanno voglia o preferiscono fare "di meglio"!
Loro cercano perennemente di importi il loro e non danno nemmeno spazio ad un minimo di tuo! Loro cercano sempre di sfruttarti in qualche modo, di sfruttare il tuo lavoro, così da poterti chiedere poi delucidazioni o materiale su cose che non conoscono bene ma che non amemetterebbero mai di non conoscere!
Quella gente non sarebbe buona nemmeno per esser trasformata in un calcolatore perchè la loro minuscola CPU non sopporterebbe il sistema operativo (che ovviamente sarebbe Windows, dato che al mondo la gente ignorante non conosce/compra/usa altro se non quello).
A noi non resta che adattarci e abituarci a loro, voltare poi le spalle e tornarcene a casa tutti contenti, perchè tanto noi un giorno gliela faremo pagare...ma nel frattempo l'unica cosa che meritano è semplicemente essere ignorati.
Lasciamoli fare, lasciamoli morire soffocati nella loro merda...e quando alla fine verranno per l'ennesima volta a chiederci qualcosa, bè, sarà proprio quello il momento di pestargli la faccia sotto i nostri anfibi lucidi lucidi...e ridere finalmente di loro...
Conclusione: ...ma in fondo io che ci posso fare? sono così... e ora come ora non so più cosa pensare...ritorno a programmare che così almeno mi svago un pò...e poi se mi ascolto anche la musica contemporaneamente è ancora meglio...
"...non temere compagno Cyberpunk, un giorno noi eletti riusciremo a fuggire nella rete...e quel giorno noi saremo tutti liberi!"
Esseri soprannaturali, quasi mitologici, dal cervello modificato e potenziato, dal cuore che ospita anche una scheda madre con processore incorporato; assieme ai polmoni delle ventole di areazione; nel cranio, vicino al cervello, schede audio e video; micro-camere al posto delle pupille; polsi, gomiti, spalle, ginocchia, caviglie, spina dorsale e nuca zeppi di Jack-INPUT per nutrirsi di energia elettrica, per far strafogare il cervello di informazionidi ogni tipo, dai programmi più leggeri a quelli più pesanti e complessi da far girare; sotto pelle, che percorrono tutto il corpo, centinaia di sensori, dalle dita delle mani a quelle dei piedi, anch'essi ormai con incorporata una suola sagomata in acciaio e gomma...
Alla vista esseri umani in tutto e per tutto, ma sotto la pelle si incontra la perfetta e completa fusione tra uomo e macchina, proveniente da un mondo che dal futuro ci guarda e che attende di essere raggiunto dagli esseri che ne saranno meritevoli, coloro che sapranno creare e dominare a pieno la tecnologia...esseri eletti...
Vi è mai capitato di alzarvi alla mattina e di non capire se siete svegli o se state ancora sognando?
A me capita spesso...
Apro gli occhi all'improvviso e non vedo nulla, buio completo ed alcune lucine davanti a me, rosse, verdi, lampeggianti e fisse, e l'orario che scorre sullo schermo probabilmente da ore...
Ero accocolato sulla poltrona in pelle nera un pò rovinata e sfilacciata dagli anni e dall'usura che mi ritrovo dinanzi alla scrivania; con un gesto nervoso muovo il mouse e la luce dello schermo mi abbaglia al punto da farmi quasi richiudere gli occhi; mi sono riaddormentato davanti al computer, e per fortuna che non l'ho fatto con il casco della Realtà Virtuale in testa, altrimenti avrei avuto come risultato una forte emicrania per i continui impulsi elettromagnetici che quel marchingenio sprigiona.
Abituata la vista alla luce emanata dello schermo mi accorgo che MSN era rimasto aperto e che alcune persone mi avevano cercato mentre dormivo, ma si erano già sconnesse; accendo dunque anche la piccola lampada dall'altra parte della scrivania, alogena, gialla, che mi abbaglia e mi stordisce per qualche istante.
In quel momento attorno a me il silenzio era rotto solamente da un ronzio continuo proveniente dal case, acceso ormai da giorni, e dalle interferenze che si udivano dalle due casse collegate anch'esse al case, perennemente accese. Delle voci lontane che parlano in strane lingue, ed ogni tanto della musica, sicuramente intercettata da alcune radio provenienti da chissà dove.
Sulla mano sinistra, senza che me ne fossi ancora accorto, avevo uno dei due guanti che si utilizzano assieme al casco della RV, bianco, con dei cavi lungo le dita e dei sensori sulle articolazioni delle dita e sul palmo della mano; sfilato, ancora sudato, lo appoggio sulla mensola polverosa assieme al resto. Un improvviso fruscìo, una forte interferenza proveniente dalle casse mi fa sobbalzare, poi mi alzo lentamente sentendo scricchiolare tutte le ossa e mi avvio verso la porta, schivando mucchi di cavi elettrici che avvolgono tutta la camera, soffitto compreso, come fosse il nido di un ragno, che dovrei essere io, e butto qualche occhiata verso gli scaffali lungo le pareti, pieni zeppi di CD, videocassette, Floppy e qualsiasi altro tipo di supporto esistente di questi tempi, il tutto ovviamente, quasi come fosse una regola scritta, in completo disordine.
Afferrando la maniglia fredda della scura e pensante porta, abbandono il tepore della mia stanzetta, la apro e mi affaccio sul corridoio lungo e buio che porta fuori, illuminato solo sporadicamente da dei neon bianchi, o almeno quelli rimasti funzionanti o lampeggianti. Ancora un pò stordito da quello strano risveglio, che però ormai era divenuto abituale, estraggo dalla tasca il mio cellulare accorgendomi, anche lì, di alcuni messaggi ai quali non ho risposto mentre dormivo